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Papa: migranti, globalizzare la carità

"Sospetti e pregiudizi si pongono in conflitto con il comandamento biblico di accogliere con rispetto e solidarietà lo straniero bisognoso"; questo il richiamo del Papa nel Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (che la Chiesa celebra il 18 gennaio prossimo), reso noto oggi.

Nel messaggio dal titolo significativo "Chiesa senza frontiere, madre di tutti", si ricorda che la Chiesa è "madre dal cuore aperto sul mondo intero, senza frontiere", in virtù del mandato universale affidato da Gesù ai discepoli il giorno di Pentecoste. Dunque nessuno va "considerato inutile, fuori posto o da scartare" e se le Chiesa vive effettivamente la sua maternità, la "comunità cristiana nutre, orienta e indica la strada".

Certo, esiste la tentazione, anche tra i cristiani, di mantenersi a "prudente distanza" dalle piaghe dell'umanità, ma, esorta il Santo Padre, "il coraggio della fede, della speranza e della carità permette di ridurre le distanze che separano dai drammi umani". Gesù Cristo è sempre in attesa di essere riconosciuto nei rifugiati e nei migranti, nei profughi e negli esuli.

Le ondate migratorie hanno assunto dimensioni tali che "solo una sistematica e fattiva collaborazione che coinvolga gli Stati e le Organizzazioni internazionali può essere in grado di regolarli e di gestirli. Ed ecco il richiamo forte del Papa: "E' necessaria un'azione più incisiva ed efficace, che si avvalfa ddi una rete universale di collaborazione" e che soprattutto metta al centro "la tutela della dignità e della centralità di ogni persona umana". In questo modo sarà più incisiva la lotta contro il traffico di esseri umani e tutte le forme di sopraffazione. Insomma, alla globalizzazione del fenomeno migratorio è necessario rispondere con la "globalizzazione della carità e della cooperazione", in moda da rendere più umane le condizioni dei migranti. Bisogna anche agire sui Paesi di provenienza, per ridurre le ragioni che spingono interi popoli a lasciare la loro terra natale.

Infine il Papa ricorda che i migranti hanno "un posto speciale nel cuore della Chiesa, e la aiutano ad allargare le dimensioni del suo cuore", a partire dall'esperienza vissuta dalla Santa Famiglia esule in Egitto.

Il messaggio è stato presentato questa mattina in Vaticano dal presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti, cardinale Antonio Maria Vegliò, che ha invitato a respingere "l'equazione tra immigrati e delinquenti". Il cardinale ha espresso perplessità sulla fine dell'operazione italiana di soccorso Mare Nostrum, sostituita dal programma europeo Frontex Plus: "Ci sarà certamente meno assistenza verso i migranti nel Mediterraneo", ha detto Vegliò.

Monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes, promossa dalla Cei, ha riferito che non è rimasto lettera morta l'invito di
Papa Francesco - pronunciato esattamente un anno fa in occasione della visita al Centro Astalli di Roma - ad utilizzare gli edifici degli istituti religiosi per accogliere immigrati e rifugiati. "Dopo l'appello del Papa - ha detto Perego - sono state accolte 4mila persone, ed anche in queste settimane si continua ad esempio a Salerno. E ci risulta che diversi
istituti religiosi stanno ristrutturando edifici".

Obama: «Il mondo con noi contro l'Isis»
"La forza di questa coalizione rende chiaro al mondo che questa non è una lotta solo degli Stati Uniti, ma appartiene anche a tutti quei governi e Paesi che nel Medio Oriente che rifiutano lo Stato islamico e che lottano per la pace e per la sicurezza che tutti meritano nel mondo". Lo ha detto il presidente americano Barack Obama dopo i primi raid sul nord della Siria. ​

In un breve discorso, prima di partire per l'Assemblea Generale dell'Onu a New York, Obama ha sottolineato che più di 40 Paesi si sono offerti di collaborare. "Andremo avanti con i nostri piani sostenuti all'unanimità al Congresso", ha detto "vogliamo difendere il nostro Paese" dalla "ideologia perversa" dell'Isis. "Stanotte, dopo il mio ordine, le forze americane hanno cominciato a colpire obiettivi dello Stato islamico in Siria", ha sottolineato il presidente Usa, "ho detto che avremmo preso provvedimenti contro l'Isis, in modo che nessun Paese possa essere un porto sicuro per i terroristi".

Obama ha fatto riferimento anche all'annuncio dato già nella notte dal Pentagono di un attacco mirato contro il gruppo Khorasan, jihadisti affiliati ad al Qaeda e operanti in Siria, che stavano organizzando un imminente attentato contro interessi americani e occidentali. "Gli Usa hanno attaccato in Siria per sventare un attentato" contro il territorio americano, ha ribadito il presidente.

Aerei da combattimento, bombardieri e missili Tomahawk lanciati dalle navi hanno colpito nel corso della notte obiettivi nella Siria. Le "nazioni partner" che partecipano "in pieno" all'operazione sono l'Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, la Giordania e il Baherein. Il Dipartimento di Stato ha precisato che non è stato in alcun modo informato il governo di Damasco.

Secondo quanto riferisce il Washington Post, gli Usa avevano individuato almeno 20 obiettivi da colpire nella prima ondata di bombardamenti in Siria, che fa seguito ad una campagna avviata già lo scorso 8 agosto contro obiettivi dell'Isis in Iraq. Da allora, a ritmo quotidiano, i caccia americani hanno preso di mira e distrutto almeno 190 obiettivi.

Negli attacchi sono morti almeno 120 miliziani dello Stato islamico sono morti. Lo riferisce l'Osservatorio siriano dei diritti umani. Sarebbero rimasti uccisi anche 8 civili, tra cui 2 bambini.

La campagna aerea ha un carattere di difesa, per proteggere il personale diplomatico e militare americano nel Nord dell'Iraq e per sostenere le forze irachene impegnate a contrastare l'avanzata dell'Isis nella regione della strategica diga di Mosul e verso la città di Erbil, capitale del Kurdistan iracheno. Questa volta gli obiettivi presi di mira sarebbero nel cuore dello Stato islamico, a Raqqa, la città nel nord della Siria dove il califfo Abu Bakr al Baghdadi ha posto la sua capitale. In particolare si parla di centri di comando e controllo e di campi di addestramento e di depositi di armi e munizioni. Gli abitanti della città, via Twitter riferiscono di numerose esplosioni e di continui sorvoli di aerei da guerra.

Con l'inizio dei bombardamenti in Siria massima allerta negli Stati Uniti sul fronte dell'antiterrorismo, anche se al momento non si registrano minacce specifiche di attacchi contro obiettivi americani. Lo affermano fonti di intelligence citate dalla Cnn, ammettendo che la nuova offensiva contro l'Isis aumenta i rischi per la sicurezza nazionale.
Clima, 100 arresti per le proteste a Wall Street
La polizia newyorkese ha arrestato circa 100 persone che hanno preso parte alle proteste a Wall Street contro un sistema di interessi economici e finanziari considerato responsabile dei cambiamenti climatici. La mobilitazione del movimento #FloodWallStreet, che rievoca l'Occupy Wall Street che tre anni fa occupò per mesi un parco nel cuore finanziario d'America, è avvenuta in vista del Climate Summit che il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon ha convocato oggi al Palazzo di Vetro per discutere con circa 120 leader mondiali dell'emergenza clima.

Dopo la mega manifestazione di domenica, a cui si ritiene abbiano partecipato oltre 300mila persone, oltre a leader politici, come lo stesso Ban e il sindaco di New York Bill de Blasio, e stelle di Hollywood, da Leonardo di Caprio ad Edward Norton, gruppi di militanti ambientalisti si sono dati appuntamento ieri a Lower Manhattan per una manifestazione non autorizzata.

Le tensioni, ed ad un certo punto anche alcune scaramucce, con la polizia si sono registrate quando i dimostranti hanno cercato di rimuovere le transenne di metallo che erano state messe per impedire loro di entrare a Wall Street. La polizia ha respinto i manifestanti, effettuando alcuni arresti. Ma il grosso degli arresti è avvenuto qualche ora dopo che i manifestanti hanno avviato un sit-in bloccando Broadway ed ignorando l'ordine di disperdersi.
Poletti: «Jobs act, supereremo il precariato»

Caro direttore,
nel suo intervento pubblicato da Avvenire il 20 settembre scorso (LEGGI), il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni indica, come cornice per il buon funzionamento dell’economia e dell’attività delle imprese, l’esigenza di interventi riformatori sui capitoli della giustizia civile, degli investimenti per infrastrutture, dell’efficienza della pubblica amministrazione. Sono tutti temi per la cui soluzione il governo Renzi è fortemente impegnato e ha presentato proposte, avviando l’iter dei relativi provvedimenti, con alcune misure inserite in decreti già approvati e altre in disegni di legge.

È un approccio giusto, perché le riforme che riguardano il lavoro sono tanto più efficaci quanto più si collocano all’interno di un disegno riformatore complessivo. Bonanni solleva, poi, questioni specifiche in relazione ai contenuti e agli obiettivi del disegno di legge delega di riforma del mercato del lavoro presentato dal governo ed attualmente all’esame del Parlamento. Su questi punti mi sento di dire che, in primo luogo, il disegno di legge va visto nella sua unitarietà: riordino e potenziamento degli ammortizzatori sociali; potenziamento e razionalizzazione delle politiche attive e dei servizi pubblici per il lavoro, con la creazione dell’agenzia nazionale; semplificazione delle procedure per l’attivazione e la gestione dei rapporti di lavoro; rafforzamento delle misure per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro in particolare per favorire le pari opportunità; riordino e semplificazione delle discipline dei contratti e dei rapporti di lavoro sono tutte tematiche strettamente intrecciate tra di loro che per la prima volta vengono affrontate in una cornice riformatrice unitaria.

Per questo motivo ho sostenuto e sostengo che l’attenzione deve essere rivolta all’intero pacchetto e non alle singole misure che lo compongono viste in modo slegato l’una dall’altra. All’interno del riordino delle tipologie contrattuali è intenzione del governo verificare, come peraltro afferma la delega, la consistenza e l’utilità di ciascuna di esse, stringendo i freni per tutti i casi di uso irregolare o improprio, le cui prime vittime – ci è ben chiaro – sono i giovani che si affacciano sul mercato del lavoro e a cui vogliamo dare migliori tutele e maggiore stabilità. A questo proposito, voglio ribadire che uno dei nostri obiettivi essenziali è il contrasto a ogni forma di precarietà. Un obiettivo che intendiamo perseguire con la delega, ma che abbiamo già affrontato, con il decreto lavoro, semplificando i contratti a tempo determinato che rappresentano, nei fatti, l’alternativa migliore ai contratti più precarizzanti.

Tornando al disegno di legge delega, bisogna, dunque, riordinare i contratti, ridurli se necessario, perseguendo l’obiettivo che nessun contratto risulti avvantaggiato sotto il profilo dei costi, se non il contratto a tempo indeterminato nella fase di avviamento. Per quanto riguarda il tema, sollevato dal segretario della Cisl, del monitoraggio dell’applicazione dell’art. 18 nella versione modificata dalla legge Fornero, debbo dire che non sono attivati, presso il sistema giudiziario, strumenti di rilevazione dettagliata degli esiti delle sentenze e, di conseguenza, ci si deve affidare a stime inevitabilmente approssimative, mentre i dati sull’andamento delle conciliazioni dicono che lo strumento sembra funzionare positivamente, riducendo il ricorso al giudice. E, visto che se ne sta parlando tanto, voglio ribadire che le polemiche sulle intenzioni del governo di abolire la reintegra dei lavoratori in caso di licenziamento discriminatorio sono assolutamente infondate, anche perché lo stesso testo del ddl delega fa esplicito riferimento ai princìpi comunitari in materia.

Voglio, infine, esprimere un auspicio che mi pare possa rispondere al senso dell’intervento di Bonanni: che nei prossimi giorni il dibattito sul disegno di legge delega, che deve comunque essere approvato in tempi rapidi dal Parlamento, possa abbandonare i toni troppo accesi che abbiamo visto fiorire qua e là e possa, invece, meglio focalizzare gli obiettivi di ripresa dell’occupazione e di semplificazione dell’attività delle imprese.

* Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Corte francese autorizza adozione a coppia gay
​La Corte di Cassazione ha dato parere favorevole questa mattina in Francia all’adozione da parte della compagna della madre di un bambino nato da inseminazione artificiale praticata all’estero. Una decisione che rappresenta un colpo duro per le associazioni che si oppongono alla Legge Toubira (la legge che ha aperto il matrimonio alle coppie omosessuali) e una vittoria ai suoi sostenitori.

La vicenda è quella di donna omosessuale che ha concepito il suo bambino ricorrendo all’estero alla procreazione medicalmente assistita. Rientrata in Francia, ha partorito ed è stata pertanto riconosciuta come madre del bimbo. Poi si è sposata e la sua sposa ha chiesto di adottare il figlio della compagna. La questione posta alla Corte era se il giudice dovesse accordare questa adozione visto che la legge del 2012 apre il matrimonio e l’adozione alle coppie dello stesso sesso e nelle stesse condizioni di una coppia eterosessuale. O se invece deve considerare che ci sia stato un raggiro della legge visto che la procreazione medicalmente assistita (Pma) non è autorizzata alle coppie gay in Francia e che una volta praticata all’estero la giustizia non può validare le conseguenze di questa frode.

Nel suo parere pubblicato questa mattina (http://www.courdecassation.fr/), la Corte di Cassazione ritiene che il ricorso alla procreazione assistita “non fa ostacolo” all’adozione da parte della sposa della madre. Inoltre, la più alta istanza della giurisdizione francese ha scartato anche la nozione di “frode della legge”, invocata da alcuni Tribunali e in base alla quale i giudici hanno rifiutato l’adozione alle coppie dello stesso sesso di un bambino concepito all’estero facendo ricorso alla Pma, una pratica riservata per il momento in Francia alle sole coppie eterosessuali non fertili.
 
Ma non è tutto. Sempre nel suo parere di questa mattina, la Corte interpreta la legge Toubira come un testo che apre l’adozione “senza restrizione” alle coppie di persone dello stesso sesso. “La Corte richiama quindi le conseguenze della legge del 17 maggio 2013, che ha avuto l’effetto di consentire, attraverso l’adozione, la costituzione di un rapporto giuridico tra un bambino e due persone dello stesso sesso, senza alcuna restrizione relativa alla modalità del concepimento del bambino stesso”.

Subito sono arrivate le reazioni delle associazioni contrarie al parere della Corte. L’Associazione dei “Giuristi per l’infanzia” parla addirittura di un “giorno di lutto” per la Francia: “Questo parere - scrive in un comunicato - segna un passo indietro senza precedenti nella storia dei diritti del bambino”. (Agensir)
Istat: 500mila posti cancellati dalla crisi
​Dal 2008 al 2012 il numero di occupati è diminuito di oltre 500 mila unità. I più colpiti sono gli artigiani e gli operai specializzati, che perdono 555 mila occupati, mentre le professioni impegnate in attività non qualificate, sia di produzione che di servizio, aumentano di 358 mila unità.

È l'Istat a fotografare lo stato dell'occupazione ai tempi della crisi. Ma artigiani e operai specializzati non sono i soli ad aver pagato un prezzo alto alla recessione: anche i dirigenti e gli imprenditori subiscono, in quattro anni, un deciso calo dell'occupazione, con 449 mila unità in meno (pari a -42,6 per cento), di cui quasi 100 mila solo nell'ultimo anno.

Nel 2012 la contrazione di questo grande gruppo professionale interessa quasi esclusivamente gli imprenditori e direttori di grandi (-54 mila unità) e piccole imprese (-40 mila unità). Al calo dell'occupazione nelle professioni operaie e in quelle imprenditoriali si contrappone invece la forte crescita nelle professioni non qualificate e in quelle impegnate nelle attività commerciali e dei servizi. In entrambi i raggruppamenti il numero di occupati aumenta in modo significativo: le professioni impegnate in attività elementari sono cresciute di 358 mila unità e quelle dedite alle attività commerciali e di servizi di 372 mila.

Per le professioni tecniche si registra un rallentamento della contrazione dell'occupazione (-0,3 per cento fra 2011 e 2012), dopo la forte caduta del triennio 2008-2011, quando la perdita è stata pari a oltre 322 mila unità (-7,3 per cento).

L'occupazione femminile ha registrato un calo evidente (-12,5 per cento) soprattutto tra le professioni tecniche (con la perdita di 231
mila occupate, circa il doppio rispetto agli uomini); al contrario, la
presenza femminile cresce più di quella maschile soprattutto tra le professioni dei servizi (+14,1 per cento) e in quelle a bassa
qualificazione (+24,9 per cento). In tali settori l'occupazione femminile aumenta, rispettivamente, quasi quattro volte e circa il doppio rispetto a quella maschile.
Consulta, una valanga di schede bianche
Ancora una fumata nera (la quattordicesima) per l'elezione dei due giudici costituzionali. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, nessun candidato ha raggiunto il quorum richiesto dei 3/5 dei componenti dell'Assemblea, pari a 570 voti. Anzi le schede bianche sono state 655. Servirà una nuova votazione, la quindicesima. Il Parlamento si è riunito stamattina in seduta comune. Lo scrutinio sulla Consulta era scontato. Via libera invece, grazie ad un accordo tra i partiti, all'elezione dei due membru laici del Csm:  Pierantonio Zanettin e Paola Balducci.

Se prima era impasse ora è caos. Fi e Pd prima e Ncd e Lega poi hanno dato indicazione ai propri rappresentanti di votare scheda bianca per la Consulta; abbandonando dopo giorni di braccio di ferro in aula il ticket Luciano Violante e Donato Bruno.

 


La notizia de Il Fatto Quotidiano secondo la quale il candidato di Fi, Bruno, sarebbe coinvolto nell'inchiesta di Isernia per una consulenza da 2,5 milioni di euro nel fallimento dell'ex colosso tessile Itierre, non sarebbe priva di conseguenze ai fini della sua elezione. Ma l'interessato smentisce. Non ho commesso nessuna "azione illecita", dice, e non sono "iscritto nel registro degli indagati". Se la Procura di Isernia invece dovesse confermare la sua iscrizione nel registro degli indagati la sua elezioni risulterebbe a dir poco indigesta al Pd. 
 
Ma l'eventuale ripensamento del Pd sul nome dell'avvocato azzurro, si avverte tra i forzisti, potrebbe comportare "un rischio" anche per Violante "perché le due candidature sono strettamente collegate. Se passa uno, passa anche l'altro, ma se uno cade è la fine per tutti e due". L'"indissolubilità" del ticket non convince però la minoranza Pd, da sempre sostenitrice dell'ex presidente della Camera. "Non vedo perché Luciano dovrebbe fare le spese per il coinvolgimento di Bruno in una vicenda giudiziaria", sottolinea un deputato Pd, "lui che c'entra?". Ma senza i voti di FI, si nota nel Ncd, Violante "non va da nessuna parte" anche perché gli accordi con gli altri partiti sembrano essere in parte naufragati come dimostra la decisione del Carroccio di votare domani scheda bianca.

La verità, si spiega di nuovo in Ncd, "è che non si sa bene cosa fare perché per ora i due non sembrano intenzionati a fare un passo indietro", nonostante i parlamentari M5S scrivano a Bruno e Violante proprio per chiedergli di fare il "beau geste". E, sinora, non sarebbero emersi nomi alternativi. Da qui la scelta per ora di scegliere la scheda bianca.

Spagna, Rajoy ritira la riforma sull'aborto
Dietrofront del governo spagnolo sulla riforma della legge sull'aborto. Il premier del Partito popolare, Mariano Rajoy, ha annunciato che sarà cancellata la norma più contestata, quella che stabiliva delle restrizioni alle interruzioni di gravidanza entro le 14 settimane (oggi, con la legge Zapatero, del tutto libere), rendendole possibili in caso di violenza sessuale o di minaccia per la salute della madre. Una riforma contestata da parte della società e della politica spagnola, ma appoggiata e sostenuta da un'altra, significativa, parte. "Penso di aver preso la decisione più ragionevole in questo momento", ha spiegato Rajoy, "non possiamo avere una legge che sarà modificata appena arriverà un altro governo".

"Il governo ha tentato in tutti i modi di raggiungere il consenso più ampio possibile, continueremo a studiare modi per ottenere una maggiore accoglienza della riforma", ha assicurato il premier. 

Rajoy era ancora in campagna elettorale, quando nel gennaio 2012, promise che se fosse stato eletto avrebbe modificato la legge sull'aborto varata due anni prima dal governo Zapatero. Una legge estremamente permissiva che ha causato un'impennata degli
aborti in Spagna e che fu definita «ingiusta, crudele e incostituzionale»
in occasione della marcia per vita e la famiglia che si tenne lo scorso
anno a novembre.

Dopo aver cercato di mettere a tema la legge, ora dunque Rajoy fa un enorme passo indietro: secondo il ministro della Giustizia, firmatario del progetto di legge, sarebbero altre le priorità sulle quali si deve concentrare l'esecutivo. Di vero e proprio «tradimento» però ha 
parlato Hazte Oir, la piattaforma attorno alla quale si coagulano i cittadini attivi nella tutela della vita nascente. Proprio Hazte Oir e Derecho a Vivir (altra attivissima associazione per la vita) domenica scorsa, 21 settembre, hanno convocato una marcia per la vita a Madrid, che ha chiesto nuovamente a Rajoy di mantenere la parola data.
Uccisi i killer dei tre ragazzi ebrei
​Israele ha annunciato che sono stati uccisi i due militanti palestinesi considerati responsabili del rapimento e dell'uccisione dei tre ragazzi israeliani che, la scorsa estate, innescarono le tensioni che portarono al nuovo conflitto a Gaza. Secondo quanto reso noto dai militari israeliani, Amer Abu Aisha e Marwan Qawasmeh erano stati localizzati nella zona di Hebron, la principale città palestinese nel sud della Cisgiordania. Le forze speciali hanno circondato la casa a due piani dove i due uomini si nascondevano ed hanno ucciso i sospetti durante uno scontro a fuoco, ha affermato il portavoce militare Peter Lerner.
 
"Durante tutta l'operazione sapevamo che erano armati, hanno aperto il fuoco, noi abbiamo risposto e sono rimasti uccisi nella sparatoria", ha detto. Non vi sono ancora conferme palestinesi della morte dei due perché l'intera aerea dell'operazione è stata chiusa dall'esercito israeliano. Tre membri della famiglia di Qawasmeh sono stati arrestati, ha aggiunto il portavoce israeliano. "Il terrorismo non paga, non paga rapire israeliani, alla fine verranno sempre presi", ha detto ancora Lerner insistendo sul fatto che i due palestinesi uccisi avessero legami con Hamas. "Non abbiamo dubbi sul fatto che fossero affiliati ad Hamas, lavoravano nello spirito di Hamas", ha concluso.

Benyamin Netanyahu è tornato ad accusare Hamas della responsabilità del rapimento di tre ragazzi ebrei in Cisgiordania, i cui presunti assassini sono stati uccisi oggi a Hebron. "Fin dal primo momento avevamo detto che Hamas era responsabile - ha detto il premier israeliano - e infine lo stesso Hamas ha ammesso di averlo organizzato". "La mano della giustizia di Israele, la nostra lunga mano, ha infine raggiunto" i presunti killer, si è compiaciuto il primo ministro.
Arcivescovo contestato. La solidarietà di Salerno
Solidarietà e vicinanza dei salernitani all’arcivescovo Luigi Moretti all’indomani della processione di san Matteo apostolo, un rito sacro – espressione della pietà popolare – che è diventato terreno di contestazione nei confronti dell’arcivescovo stesso. Eppure, il pastore dell’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, dopo un percorso con tutte le realtà ecclesiali durato un anno, ha operato scelte legittime e oculate proprio per favorire l’autentica espressione della fede popolare. Un cammino sollecitato dal documento della Conferenza episcopale campana "Evangelizzare la pietà popolare" e recepito con apposito decreto nell’arcidiocesi. Il dissenso non è stato espresso nei momenti e nelle sedi opportune ma mentre il corteo sacro attraversava le vie della città. Lo squallore delle forme usate denota l’urgenza di continuare la strada intrapresa. Occorre restituire al sacro un rito, come quello della processione, che a Salerno se non fosse stato per le preghiere dei tanti fedeli accorsi, intenzionati a vivere un’esperienza religiosa, sarebbe apparso solo come occasione per una colorita festa dallo stile discutibile.

All’indomani della movimentata processione non sono mancati attestati di stima e solidarietà all’arcivescovo Luigi Moretti recapitati, anche a mano, alla portineria del palazzo arcivescovile da tanti fedeli. Don Michele Del Regno, interpretando il sentire di tutto il presbiterio che si è stretto intorno al suo pastore, afferma che l’arcivescovo é stato di grande esempio. «Le sue parole al termine della processione, "che Dio vi benedica", proferite a fronte degli insulti, mi hanno ricordato l’inciso di Gesù: – "Benedite coloro che vi maledicono" – . Un sincero grazie per il  grande esempio di coraggio che ha donato a noi parroci».

Numerosi i messaggi di presa di distanza dall’accaduto anche dal mondo laico, come quello di Gianluca Mastrovito, presidente provinciale di Salerno delle Acli: «Il generoso e fedele servizio alla Chiesa salernitana, che ha voluto sin da subito tradurre ed interpretare con atti di umana prossimità, mostrando la più bella delle doti paterne, che nascono dall’ascolto e dalla testimonianza, impongono a noi delle Acli, uomini e donne che abitano il territorio promuovendone la cittadinanza attiva, il cui elemento costitutivo risiede nel senso di appartenenza, dunque capacità del riconoscersi dentro una comunitas, di esprimere il nostro più grande disagio, per quanto assistito nel corso dei festeggiamenti in onore di San Matteo». Il presidente provinciale delle Acli, auspicando poi che l’arcivescovo possa continuare «con slancio e fiducia», il suo ministero, assicura il sostegno e la vicinanza di tutto l’associazionismo cattolico.

Toccante il bigliettino di un anziano fedele, emigrante rientrato in patria dopo una lunga permanenza all’estero: «Credevo di tornare e vivere gli ultimi anni di vita, in una città diventata europea e straordinaria. Dai proclami alla realtà il risveglio è stato breve. La prego di credere che noi salernitani non siamo tutti così. La vergogna, che per alcuni abbiamo provato tutti, è la spia dell’amore autentico che ancora portiamo per il nostro patrono san Matteo».  Da parte sua l’arcivescovo Luigi Moretti è apparso sereno e ha espresso la convinzione di continuare il cammino di annuncio e testimonianza.
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